Da quest'anno per gli studenti di scuola secondaria di I e di II grado ritorna,
con peso decisivo anche per la promozione finale, il voto di condotta. Dalla
scuola media era scomparso dal 1977; negli istituti superiori il voto negativo
(7/10) per la non promozione era stato abrogato nel 1999.
A
qualcuno il ripristino del voto di condotta non è piaciuto e ancor meno è
piaciuta l'idea che con 5/10 decimi nel comportamento si possa non ammettere
l'alunno alla classe successiva o all'esame. Il rischio di un uso libero e
troppo discrezionale di quel voto da parte della scuola deve avere anche
preoccupato il legislatore che ne ha voluto il ritorno, e così nella legge n.
169/2008 è stato previsto che il ministro dell'istruzione con proprio decreto
individuasse criteri di valutazione del comportamento degli studenti inferiore
alla sufficienza, vale a dire inferiore a 6/10.
Il
decreto è stato varato (n. 5 del 16 gennaio 2009 ) e
prevede innanzitutto che "La
valutazione del comportamento non può mai essere utilizzata come strumento per condizionare o reprimere la libera espressione di opinioni, correttamente
manifestata e non lesiva dell'altrui personalità, da parte degli studenti."
Il voto di condotta non può essere inteso, dunque, come strumento repressivo o lesivo della libertà dello studente, tanto che in altra parte del decreto si afferma anche che il voto finale di comportamento " non può riferirsi ad un singolo episodio, ma deve
scaturire da un giudizio complessivo di maturazione e di crescita civile e
culturale dello studente in ordine all'intero anno scolastico.
Proprio per questo si aggiunge infine che " Il Consiglio di classe tiene in debita evidenza e considerazione i progressi e i miglioramenti realizzati dallo studente nel corso dell'anno".
TuttoscuolaNEWS
n. 376 - lunedì 19 gennaio 2009