L I C E O "N. F I A N I"

TORREMAGGIORE

CLASSE V A

Prof. Mariantonietta Borrelli

 

 

 

S i m b o l o g i a - A r c h e o a s t r o n o m i a

M a t e m a t i c a - E s o t e r i s m o

in

Castel del Monte

ANNO SCOLASTICO

2001-2002


Se si esclude la forte impressione provata da chi l’osserva per la prima volta, bisogna affermare che non tutti restano incantati nel visitare Castel del Monte. Chi lo trova gelido; chi scomodissimo all’interno, con quelle stanze in fuga una dentro l’altra; chi si sofferma, piuttosto che sulle forme architettoniche, sugli impianti idrici dovuti a geniali ingegneri di discendenza araba; chi mette in dubbio che si sia trattato di una dimora di caccia o in ogni caso di una dimora destinata ai solacia di Federico II; chi lo vorrebbe un enfatico osservatorio civile e militare. Sono tutte ipotesi. Intorno a questo argomento è cresciuta una foresta di ipotesi, le più assurde, le più accomodate e accomodanti, proprio come quella della foresta che avrebbe circondato il castello quando dello stesso, nel 1246, vennero consegnate le chiavi.
Quando, venuta meno l’ipotesi di castello di difesa, si è ripiegato sul castello di caccia, si è subito pensato ad una vegetazione boschiva ad avvolgerlo perché forse i nostri contemporanei, quando pensano alla caccia, pensano al cinghiale, alla volpe, al camoscio, al capriolo e quindi alla foresta.
Ma Federico II andava a caccia col falcone; aveva bisogno di radure, altrimenti il falcone non avrebbe mai scorto in cielo l’uccello da ghermire né avrebbe fatto ritorno dal cacciatore nascosto nel fogliame. Perciò le foreste crescono, in virtù dell’immaginazione della gente, allo stesso modo in cui, proprio come foreste, crescono tutte le storie inventate.
Castel del Monte non è funzionale, non è abitabile, non ha cucine ed i cinque caminetti (pochi rispetto alle 16 stanze), davvero molto piccoli da poterci arrostire un paio di spiedi, erano forse destinati ad un altro uso.
Castel del Monte è intenzionalmente lontano da tutti i centri abitati, volutamente isolato e reso raggiungibile a fatica, come tutto ciò che è prezioso e sacro.
Castel del Monte è più un tempio che un castello, non v’è traccia della benché minima difesa, neppure nelle scale a chiocciola, che girano verso sinistra e invitano chi sale, supponendolo amico o disarmato.Non ha segrete né prigioni perché non è un castello destinato alla difesa; non vi sono stalle perché non è consentito l’accesso agli animali. Non vi sono disimpegni e servizi perché non è luogo di servi, ma con i suoi sedili lungo tutti le pareti del piano superiore, è luogo di raccolta, di riunione, di meditazione e di pensiero.
Poco tempo, non più di quattro anni, poté goderne, seppure ne godette, l’Imperatore. Moriva nel 1250 a Fiorentino di Capitanata e sarà vano chiedersi se nelle stanze di questo castello, Federico si pose le domande supreme che era solito porre ai dottori d’Arabia, di Siria, d’Egitto: Qual è la natura dell’anima? Qual è l’indice della sua immortalità? Fino a quella che maggiormente tormentava il suo cuore di poeta: L’anima è davvero immortale?.
Scrive Cesare Brandi nel suo vivace "Pellegrino di Puglia": "Giurerei che Federico II non dovette affatto amare l’architettura gotica, quel che c’è di gotico a Castel del Monte sono appena le volte e le costolature; ma non le finestre che sono ancora quelle arabe, che ingioiellano le costruzioni normanne della Sicilia. E poi basterebbero le mura sode, il gusto delle ampie superfici ancora bizantine o romaniche, se proprio non vogliamo dire arabe; e invece lo dobbiamo dire perché se c’è qualcosa a cui fa pensare Castel del Monte è alla porta Fatimita del Cairo e agli alti muri senza finestre che avvolgono la Moschea di Ibn Touloun".
E perché sarebbe stato fatto ciò con grandi spese, tenendo conto dello sfarzo, del manufatto testimoniato ancora dai resti che ci sono pervenuti? Perché una reggia, una cattedrale, un tempio in piena Murgia desolata, diciamo pure in pieno deserto se ci riconduciamo a 700 anni fa? Quale utilità hanno tanti simboli e tanto simbolismo ai fini della caccia: quanti uccelli in più si catturano costruendo un castello tutto in divina proporzione, ossia in quel "rapporto unico" che governa l’uomo, il mondo animale e vegetale e che è stato definito la "firma di Dio"? Perché si è voluto che quelle pietre fossero disposte secondo lo stesso ordine che governa il creato? Davvero per un capriccio imperiale, che nessuno avrebbe compreso, come non l’avrebbero compreso le pecore che pascolavano nei dintorni? Oppure Castel del Monte sarà stato, o doveva essere, la degna sede di un "oggetto" soprannaturale dotato delle virtù della Vita, dell’Illuminazione, dell’Invincibilità: forse il Graal?
Ma anche queste sono solo ipotesi fantastiche. Abbiamo o non abbiamo, in futuro, il diritto di farci delle domande?

Il fascino emanato da questo castello, dovuto all’alone di mistero che lo circonda, ed agli elementi simbolici ed esoterici in esso contenuti a profusione, incuriosisce ancor oggi il visitatore.

Confrontando edifici assai lontani tra loro dal punto di vista temporale e spaziale ( piramidi, templi, cattedrali ) è possibile riscontrare affinità di carattere proporzionale e formale con Castel del Monte. Campanili, cupole, battisteri, templi e fonti battesimali sono di forma ottagonale e la sua pianta è formata da due ottagoni concentrici.
Sugli angoli esterni sono innestate otto torri ottagonali come il cortile interno dove al centro era posta una grande vasca monolitica in breccia corallina ( naturalmente ottagonale ). L’otto è il numero dell’equilibrio cosmico, della rosa dei venti, dei raggi della ruota: la mediazione, cioè, tra la terra e il cielo.
L’ottagono rappresenta la posizione intermedia tra il cerchio ( Dio, il Cielo ) e il quadrato ( l’Uomo,la Terra ) e la sua ripetizione, quasi ossessiva nel castello, la spinta dell’uomo per raggiungere la grazia divina .

Elenco degli OTTESIMI che si possono rilevare nel monumento:

  • 8 torri innestate agli angoli esterni;

  • 8 lati delle torri all’esterno;

  • 8 pareti esterne;

  • 8 pareti interne lato cortile;

  • 8 sale al piano terra;

  • 8 sale al primo piano;

  • 8 pareti divisorie al piano terra;

  • 8 pareti divisorie al primo piano;

  • 8 aperture all’ esterno del piano inferiore;

  • 8 aperture all’ esterno del primo piano;

  • 8 fori circolari sulle modanature delle bifore;

  • 8 fiori quadrifogli sulla cornice destra del timpano sul portale;

  • 8 fiori quadrifogli sulla cornice sinistra del timpano sul portale;

  • 8 fiori quadrifogli sulla cornice inferiore sullo spazio dell’ingresso;

  • 8 dentelli sulle 2 lesene ai lati del portale;

  • 8 accessi alle torri al piano terra;

  • 8 accessi alle torri al primo piano;

  • 8 accessi alle torri sul terrazzo;

  • 8 costoni sotto la volta delle 8 sale al piano terra;

  • 8 costoloni più esili sotto la volta delle 8 sale al primo piano;

  • 8 foglie su ogni capitello del piano terra e del primo piano;

  • 8 foglie sulla chiave di volta;

  • 8 lati nel locale medesimo;

  • 8 costoloni nella torre 2 piano terra;

  • 8 petali ai 2 fiori delle crociere ;

  • 8 costoloni nella torre 4 piano terra;

  • 8 lati nel locale medesimo;

  • 8 costoloni nella torre 6 piano terra;

  • 8 lati nel locale medesimo;

  • 8 costoloni nella torre 8 piano terra;

  • 8 lati nel locale medesimo;

  • 8 foglie di vite sulla chiave di volta della prima sala piano terra;

  • 8 foglie di girasole sulla chiave di volta della sala 4 ;

  • 8 foglie e 8 petali sulla chiave di volta della 5^ sala;

  • 8 foglie di acanto sulla chiave di volta della 6^ e 8^ sala ;

  • 8 sezioni di divisorie nelle sale al 1° piano;

  • 8 tavole della legge per tutte le 8 sale del 1° piano;

  • 8 foglie di fico sulla chiave di volta della sala 8 del 1° piano;

  • 8 foglie del rosone nella torre 6 1° piano;

  • 8 lati nell’esterno e nell’ interno delle torri 1,2,4,6,7 sia al 1° piano che sul terrazzo;

  • 8 punte della stella nella monofora sulla parete ovest del cortile;

  • 8 foglie ai capitelli nel portale di accesso alla 4° sala.

Sommando i 6 lati esterni di ogni torre ottagonale alle 8 mura che congiungono una torre all’altra, otteniamo 56 : pari agli anni di Federico II al momento della costruzione del castello.

La pianta del castello è formata da 4 rettangoli in rapporto aureo, cioè che hanno il lato maggiore e quello minore nel rapporto di 1,618 e disposti in croce, in modo da ottenere una croce greca ed una croce di S.Andrea sovrapposte fra loro. [ fig. 1 ]

Fig1- Quattro rettangoli disposti a croce greca ed a croce di S. Andrea contrapposte

Fig. inferiore - I quattro rettangoli in rapporto aureo tracciano due ottagoni, uno interno ed uno esterno, evidenziati in grassetto: essi determinano la posizione delle pareti minori e maggiori delle sale

 

I lati di questi rettangoli misurano 22m e 35,60 m.Questi 22m del lato minore del rettangolo altro non sono che i 40 cubiti sacri di cm 55 ciascuno, ossia la misura usata da Salomone per l’edificazione del Tempio di Gerusalemme. Ma perché 40?
Il numero 40 è particolarmente simbolico nel vecchio e nel nuovo testamento e sta a significare l’aspettativa e la penitenza ( 40 giorni dura il diluvio universale, 40 giorni sosta Mosè sul Sinai, 40 i giorni di Quaresima e 40 giorni trascorrono dalla Resurrezione all’Ascensione di Gesù. Anche Pitagora digiunò 40 giorni prima di morire).

Se ci poniamo di fronte al portale e lo dividiamo idealmente in 2 parti è possibile leggere verticalmente 2 grandi "F"contrapposte.
Tralasciando quella alla nostra destra, si vedrà nitida quella opposta che con molta probabilità sta ad indicare l’iniziale dell’ autore. Oltre tutto se osserviamo bene gli altri elementi che compongono il portale, dal timpano agli stipiti, scopriamo altri caratteri che, ordinati insieme, vanno a formare la FIRMA completa: FRIDERICI SECUNDI.
Anche l’insieme del PORTALE, compreso il gradino di accesso, è come un gigantesco numero 8. I gradini sono 12 e disposti lateralmente per non consentire di rivolgere le spalle all’ingresso, nell’ atto di allontanarsi. Ciò è inteso come gesto di rispetto verso il Signore. Il protiro d’ingresso è profondo 111cm, il primo gradino è di 74 cm e della stessa misura sono i pilastri laterali. Il portale è rivolto ad est, con 2 leoni che sorvegliano il sorgere del Sole, posti alle sommità delle colonne:quello di sinistra del Solstizio d’inverno, quello acefalo di destra del Solstizio d’estate. La larghezza dell’ ingresso è di 3,80 m, l’altezza del portale in breccia corallina è di 11,47m, mentre lo spessore totale della parete è di 2,83m, che, elevato al quadrato, dà come risultato 8. La porta è il luogo di passaggio tra 2 mondi : quello conosciuto e quello ignoto, la luce e le tenebre, la ricchezza e la miseria; la porta si apre al viaggio misterioso e può condurre tanto al regno dei Cieli quanto agli Inferi.

Il portale, di stile gotico, unisce reminescenze classiche ed anticipazioni rinascimentali. Al portale è sovrapposta una stella a 5 punte, ossia un pentagono stellato che detta le proporzioni della costruzione.
Le 2 punte in basso della stella cadono a livello ed a metà delle basi delle pseudo-colonne. Queste salendo si arrestano esattamente in coincidenza del lato orizzontale del pentacolo proprio dove inizia il capitello. La punta superiore della stella a sua volta va a coincidere con il vertice del timpano del portale. Per quanto riguarda la circonferenza che racchiude il pentagono, scopriamo che il raggio che lo genera è di 5,50 m , ossia 10 cubiti sacri di 55 cm. Già Pitagora aveva eletto a simbolo del ‘numero d’oro’ e della ‘divina proporzione’ la stella a 5 punte perché in essa tutte le linee che si intersecano si scompongono secondo il rapporto 1,618;1,618^2;1,618^3.
Ma il numero d’oro e la divina proporzione sono nel corpo umano .
Quindi la stella a 5 punte possiamo considerarla una trasposizione in geometria del rapporto armonico che è nell’ uomo e questo Agrippa di Netteheim disegnò ne L’UOMO MICROCOSMO. Continuando quindi in tale successione sillogistica sulla facciata di Castel del Monte c’è un portale che, in chiave esoterica, rappresenta l’Uomo. [ fig. 2 ]

Fig.2 - L'uomo micro-cosmo di Agrippa di Nettesheim (1486-1535) racchiuso nel pentagono stellato, si coloca di diritto sul portale di Castel del Monte che nella stella a cinque punte ha la sua matrice.

 Sovrano in questo castello è il NUMERO D’ORO 1,618 [ fig. 3 ].

Fig. 3 - Se nel perimetro del castello racchiudiamo due rettangoli con i lati in rapporto aureo, posti in croce fra loro e con gli angoli coincidenti con le cortine nei punti in cui s’innestano le toni, otteniamo:
1) il lato minore del rettangolo coincide con il lato maggiore della sala trapezoidale;
2) il lato maggiore del rettangolo coincide con il lato minore della sala trapezoidale;
3) il lato minore del rettangolo diviso per il numero d'oro 1,618 dà la lunghezza del lato maggiore delle sale;
4) il lato minore del rettangolo diviso per 2,618 (1,61 82) dà la lunghezza del lato minore delle sale;
5) 11 lato maggiore del rettangolo diviso per 4,236 (1,61 83) dà la lunghezza del lato minore delle sale;
6) il lato maggiore del rettangolo diviso per 2618, e il risultato diviso per due, dà la larghezza delle sale trapezoidali.

 Questo rapporto lo troviamo nel corpo umano: la distanza dal gomito fino alla mano con le dita tese per 1,618 dà la lunghezza del naso. Sono le misure della bellezza canonica utilizzate dai grandi scultori dell’antichità. Questo rapporto lo ritroviamo anche nel mondo vegetale: se ad una rosa misuriamo la larghezza della foglia stessa e la moltiplichiamo per 1,618 otteniamo la lunghezza della foglia stessa . Questo rapporto è anche presente nel mondo animale ed in quello sottomarino.

Per chi conosce alcuni significati numerici, è facile constatare che il totale delle aperture che si affacciano nel cortile sono 26. Questo dato è in verità la somma dei numeri che compongono il tetragramma ebraico JHWH : le 4 lettere del nome Dio (Jave).
Il numero corrispondente per ciascuna lettera è :10=J, 5=H, 6=W, 5=H; tot=26.
La disposizione delle aperture raffigura al piano terra la "TETRAKTYS" Pitagorica e al primo piano il "QUADRATO DI QUATTRO" ossia l’emblema piramidale completo: il triangolo e il quadrato.
La somma di 1+2+3+4=10 si riscontra al piano terra con: 1portale spoglio, 2 portali in breccia corallina, 3 monofore circolari, 4 monofore longitudinali per un totale di 10 che sta ad indicare la lettera J. Al piano superiore da est si contano 5 monofore verso destra che indicano la lettera H; 6 aperture di fronte ( 4 monofore e 2 porte finestre ) la lettera W; 5 aperture verso sinistra ( 4 monofore e 1 porta finestra ) la lettera H ( IOD-HE-VAU-HE ).
I Pitagorici presentavano 2 grandi giuramenti sulla Santa Tetraktys e sul quadrato di quattro ; l’interpretazione ermetica indica con questi segni, triangolo e quadrato, la pietra cubica a punta ossia la "PIETRA FILOSOFALE" e la Tetraktys in generale era intesa come l’inizio di tutte le cose, l’armonia e l’insieme delle conoscenze.

All’ingresso del castello troviamo un cortile di forma ottagonale . Si narra che al centro di esso vi fosse una vasca ottagonale monolitica in breccia corallina che aveva tre gradini esterni e tre interni che facilitavano l’accesso a chi volesse fare un’abluzione. Le dimensioni non sono note, ma si pensa che non dovessero superare i 4,5m di diametro ( pari a 10 cubiti, come fu la vasca fatta costruire dal re Salomone nel Tempio ).
Sotto il cortile vi è una grande cisterna che raccoglie l’acqua piovana del terrazzo e che ha la forma dell’Arca rivolta a 95° per cui le acque hanno una sola possibilità di entrare e di defluire da essa.
5 cisterne pensili poste sopra le torri 1,2,4,6 e 7 raccoglievano l’acqua piovana rifornendo gli ambienti sottostanti.
Tutto ciò rimanda al Diluvio Universale con il dominio delle acque inferiori e superiori.

Il manufatto sorge su una collina tronco-conica dall’alto della quale si domina la pianura e quindi ha elementi comuni a tutte le fortezze situate in posizioni sopraelevate.
Ma stranamente vi sono MOTIVI ASTRONOMICI che potrebbero aver determinato la sua costruzione in quel luogo: alla latitudine in cui sorge Castel del Monte, il dì dell’equinozio, un’ora prima di mezzogiorno il Sole ha apertura angolare di 22°30’. Eguale apertura riscontriamo un’ora dopo mezzogiorno. Per cui, sommando i valori, si ottiene un angolo di 45°aperto al centro che sottende una corda equivalente al lato dell’ottagono iscritto nella circonferenza. E Castel del Monte è un ottagono!

La distribuzione spaziale degli elementi architettonici obbedisce a precise indicazioni dettate dal Sole nel suo volgere nel corso dell’anno.
In Castel del Monte l’ingresso del sole è scandito da una serie di spazi concentrici che costituiscono la pianta di base del castello.
Immaginiamo che alla sommità della collina , un tronco di cono di 540m , vi sia un pianoro circolare dove c’è un palo alto 20m : a mezzodì dell’equinozio d’autunno, il 23 settembre, il palo proietterà un’ombra lunga esattamente quanto è largo il cortile del castello. Un mese dopo, quando il Sole entra nel segno dello Scorpione, l’ombra determinerà la larghezza del castello. Quando il Sole entra nel Sagittario, l’ombra lambirà la circonferenza teorica dove è inscritto il castello. Quando entra in Capricorno l’ombra indicherà la collocazione della vecchia recinzione ottagonale. In estate l’ombra del palo cade all’interno della corte. [ figg. 4 - 5 - 6 -7 ]




Fig.4 - Ombra proiettata dalla parete-gnomone a mezzogiorno dei giorni degli equinozi (Ingrasso del sole nei seg dell'Ariete e della Bilancia). La lunghezza dell'ombra coincide con quella del cortile.



Fig. 5 - Ombra teorica della parete-gnomone a mezzodì dei giorni d'ingresso del Sole nel segno dei Pesci e dello Scorpione (febbraio ed ottobre), la lunghezza dell'ombra teorica coincide con il perimetro maggiore delle sale. Quest'ombra e le seguenti sono dette teoriche perché non apprezzabili visualmente, ma calcolate.


Fig.5bis - Ombra teorica della parete-gnomone a mezzodì dei giorni d'ingresso del Sole nei giorni dell'Acquario e del Sagittario (gennaio e novembre). La lunghezza dell'ombra teorica coincide con la circonferenza in cui è iscritto il castello comprese le torri e gli zoccoli.

 


Fig.6 - Ombra teorica della parete-gnomone a mezodì dei giorni d'ingresso del Sole nel segno del capricorno (dicembre, solstizio d'inverno). La lunghezza teorica del sole coincide con una recinzione ottagona del castello (menzionata da vari autori (Bernich, Molajoli, Avena) demolita nel 1897.


Fig. 6bis - La lunghezza dell'ombra (rette tratteggiate) della parete Sud del cortile a mezzodì dell'ingresso del Sole nei vari segni dello zodiaco. Da notare che la recinzione ottagonale esterna fel castello (raggiunta dall'ombra teorica del 22 dicembre) si iscrive anche nela circonferenza avente per diametro la diagonale del quadrato circoscritto al castello.




Fig. 7 - E' tradizione che al centro del cortile vi fosse una vasca ottagonale grande. Le ombre di giugno ed agosto potrebbero delimitarne i bordi, così come l'ombra di luglio potebbe coincidere con il sedile posto nella vasca del quale la stessa tradizione ci dà notizie.

 

Possiamo calcolare ciò che abbiamo detto, in trigonometria e l’analemma di Vitruvio ( disegno geometrico per stabilire le lunghezze delle ombre ) .
Se disegniamo l’analemma dando al palo la medesima altezza della parete del cortile e lo sovrapponiamo alla sezione del castello vedremo che le ombre ottenute dal disegno vitruviano scandiranno tutti gli elementi architettonici che rappresentano i limiti degli spazi conclusi dalla costruzione .
L’ottagono del cortile, a differenza di tutti gli altri, non è un ottagono regolare: questo è stato fatto per ottenere un elemento cosmico. Infatti considerando i lati ovest ed est del cortile e congiungendoli con 2 diagonali, vedremo che i costruttori di Castel del Monte hanno rinchiuso nel cortile l’angolo del cono precessionale dove la vasca marmorea simboleggia la Terra . [ fig. 8 ]


Fig. 8 - L'ottagono del cortile non è regolare, forse, volutamente. Infatti la diseguaglianza fra la lunghezza del lati Est ed Ovest consente alle diagonali condotte fra le estremità dei medesimi di aprire un angolo di 47°, pari al doppio del valore dell'inglinazione dell'asse terrestre ed uguale all'angolo del cono descritto dall'asse del mondo nel grande anno o anno platonico (precessione degli equinozi).
In quest'angolo è racchiusa l'allegoria della Terra, poiché, a causa dell'inclinazione dell'asse terrestre, si verificano le variazioni stagionali che determinano i ritmi biologici del nostro pianeta.

L’ipotesi di Castel del Monte castello di difesa, castello di caccia, luogo di delizie, ad un certo punto non ha più retto ad un attento esame del buon senso.
Ciò ha schiuso la possibilità di una lettura diversa quale quella astronomica e quella matematica, rivelando numerose implicazioni cosmiche anche a scapito della funzionalità. Azzardiamo ora, col Tavolaro, una LETTURA ESOTERICA , INIZIATICA.
"Entriamo nel castello; se alziamo gli occhi scorgiamo nella chiave di volta della prima sala una ghirlanda o corona vegetale. Per uscire nella corte dobbiamo entrare prima nella sala accanto, indi attraversare una porta che si presenta al nostro sguardo arricchita da un fastoso portale. Varchiamo la soglia e dinnanzi a noi si presenteranno, sempre nel cortile, altri due portali fastosi, ma se ci voltiamo a guardare il varco dal quale siamo passati costateremo che il portale fastoso che abbiamo attraversato è disadorno dall’altro lato, ossia dal lato che ci lasciamo alle spalle. Il significato di questo primo messaggio è che procedendo nel percorso iniziatico del castello si va verso la bellezza della spiritualità lasciando dietro di noi una profanità disadorna. A conferma di ciò, ossia che procedendo troveremo dinnanzi sempre il bello e lasceremo indietro sempre il brutto, ci sono gli altri due portali che affacciano nel cortile che, fastosi dinnanzi a noi, dall’altro lato sono disadorni e poveri.
Entriamo quindi nel portale a sinistra e ci troveremo nella sala che presenta quale chiave di volta la maschera del Bafometto che - simbolo templare - è un invito alla meditazione. Jorg Sabellicus nel libro "Magia pratica", riguardo alla disposizione di una sala destinata a pratiche misteriche, riferisce: " Disegnato al centro della sala un cerchio, si racchiude in un doppio quadrato, tracciato ad una certa distanza da lui, con gli angoli disposti in direzione dei punti cardinali. La distanza tra i due quadrangoli deve essere di circa quindici centimetri. Intorno ad ogni angolo si deve disegnare un altro doppio circolo… Fuori del circolo è acceso un fuoco di carbone sul quale dovranno bruciare dei profumi ". Nella sala in cui siamo entrati c’è il doppio quadrato, gli angoli sono esattamente orientati verso i punti cardinali, vi sono i quattro cerchi agli angoli e v’è il camino per bruciare i profumi. In più, al di fuori dei quadrati v’è un mosaico - oggi solo in tracce - che ripete infinite volte il sigillo di Salomone, ossia i due triangoli equilateri sovrapposti, uno col vertice in alto, l’altro in basso e con le significazioni note ( vertice in alto: Montagna, Sole, Fuoco, Uomo; vertice in basso: Grotta, Luna, Acqua, Donna ) ossia tutta la realtà al di fuori della dimensione magica.
Accediamo alla torre. Alla sommità della torre vi è una piccola volta sorretta da 6 costoloni a loro volta sostenuti da 6 telamoni. Tre di essi sono vecchi, tre giovani, tre guardano in alto, tre in basso, tre mostrano il sesso, tre lo celano e qui il simbolismo è evidente: il passato, il futuro, il cielo, la terra, la presenza e l’assenza del seme fecondo. Uno dei telamoni ha in bocca due dita, l’indice e il medio della mano sinistra. Nel simbolismo l’indice è la vita, il medio è la morte e la bocca è il fuoco.
Durante i riti magici questi simboli significavano che per l’iniziando la sua vita e la sua morte: da quel momento dovrà passare per la prova del fuoco. La scala conduce l’iniziando nella sala accanto a quella principale, quella che affaccia ad Est, dove sorge il Sole, quindi dove nasce la luce, quella luce dello spirito che l’iniziando è venuto a cercare. In seguito l’ iniziando passa nella sala accanto dove nella chiave di volta vi sono 4 delfini stilizzati, simbolo della rigenerazione dell’anima che giunge nel porto della salvezza attraverso le acque dell’esistenza; quindi ACQUA.
Procede nella sala successiva dove la chiave di volta reca 4 testine con la bocca aperta come se soffiassero: ARIA.
Al piano inferiore l’iniziato trova in una chiave di volta il fiore di loto ad otto petali simbolo della TERRA. Segue una chiave di volta che reca un fiore con petali e foglie seghettate come fiammelle: il FUOCO. I quattro elementi sono completi. Da qui l’iniziato esce nel cortile: è il ritorno alla profanità disadorna.
Ultimo messaggio che il Castello dava all’ iniziato - già uscito - veniva dalla saracinesca del portale che, scendendo lentamente e chiudendo il varco dell’ingresso come si chiude una bocca, ammoniva al SILENZIO sull’esperienza vissuta."


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