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Secondo ciclo: La soluzione? Il
"campus"
Dopo il recente incontro con
le Regioni, e su richiesta specifica delle
Regioni, il Ministero si e' mostrato insomma
disponibile a ragionare non piu', come ha fatto finora, per
separazioni oppositive (parafrasando: «i licei sono miei, gli istituti
tecnici che dovrebbero essere delle Regioni, li rinomino
e me li prendo, gli istituti professionali li
passo alle regioni»), ma adottando il
criterio, diciamo cosi', dell'unita' compositiva. Il ruolo centrale di questa
svolta molto importante e' affidato alle istituzioni scolastiche.
Ciascuna di esse, infatti, in base
alla domanda e alla propria storia, puo' chiedere di attivare,
sul piano ordinamentale, sia percorsi liceali sia
percorsi di istruzione e formazione professionale di tre
anni, quattro o piu' anni. Quindi anche di
cinque (gli attuali istituti tecnici) o
di sei e di sette/otto con la formazione professionale
superiore. Saranno poi le regioni a razionalizzare
l'offerta formativa sul territorio e ad
autorizzare l'attivazione dei vari percorsi.
In pratica, dopo accanite resistenze,
si e' pervenuti all'idea del "campus"; nelle cose se non proprio
nelle intenzioni. Tale sistema educativo, poi,
si presentera' al proprio interno articolato
in percorsi liceali e/o di istruzione
e formazione professionale, ma senza dualismi e separazioni. La
soluzione verrebbe dalla distinzione tra piano
ordinamentale e piano gestionale.
In sostanza e' stato omesso di
indicare chi fa che cosa.
Da TuttoscuolaNEWS n. 188 - lunedě 7
marzo 2005
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