Nel 2006 una culla su dieci
accoglie un bambino straniero
Con tutta probabilita' a fine anno il 10% dei
bambini nati in Italia sara' figlio di stranieri.
Dai dati Istat sulla situazione demografica del Paese che riportano le nascite
registrate nell'ultimo quinquennio, con specifica anche dei
nati stranieri, risulta che nel 2004 l'8,4% dei nati in
Italia era figlio di genitori con cittadinanza non italiana.
Esattamente, su 553.770 bambini nati
in Italia, 46.642 erano stranieri.
Se si considera che, in base ai dati Istat elaborati da
"Tuttoscuola", la percentuale di bambini stranieri nati in Italia
negli ultimi anni e' andata sistematicamente aumentando, passando
dal 4% del 1999, al 5,5% del 2001 e al 6,1% del 2003,
e' prevedibile che a fine anno tocchi o superi,
con 55 mila nuovi nati, il 10% del totale dei fiocchi rosa e azzurri.
Nei prossimi anni, quando questa leva di nati 2006 sara' scolarizzata,
l'attuale incidenza di alunni stranieri, che una recente pubblicazione del
Ministero della Pubblica Istruzione ha quantificato in circa
il 5%, salira' almeno al 10-15%, perche' nel frattempo, a questi bambini
stranieri nati in Italia se ne saranno aggiunti molti altri nati fuori d'Italia
ed emigrati nel nostro Paese.
Se si considera che da anni il numero complessivo dei nati in
Italia e' stabile (minime le oscillazioni intorno alle 540-550 mila
unita') l'incremento di nati stranieri fa capire
che vi e' un fenomeno contestuale di minor nascite di
bambini italiani.
Ma questa incidenza di maggiori nascite straniere pone
l'urgenza di affrontare la questione della cosiddetta seconda
generazione, cioe', appunto, dei figli di stranieri nati in Italia.
Le recenti vicende delle seconde generazioni in Francia e nel
Regno Unito sollecitano il nostro Paese a non attendere
che il fenomeno diventi un problema dai gravi risvolti sociali e
culturali.
TuttoscuolaNEWS n. 258 - luned́ 11 settembre 2006