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Nella scuola numero 1 celebrato l'anniversario della strage
Nella palestra, candele e foto delle piccole vittime
Beslan, le campane del ricordo
fra i familiari dolore e rabbia

Dal Comitato delle madri una petizione per chiedere asilo politico
"Nessuna inchiesta, via da un Paese dove la vita non conta nulla"


MOSCA - Quattro rintocchi di campana sono risuonati questa mattina a Beslan alle 9.15. Nel momento esatto, cioè, in cui un anno fa iniziò il dramma degli ostaggi della scuola numero 1. Oltre mille persone segregate per tre giorni: alla fine ne morirono 331, metà erano bambini. Nel primo dei tre giorni di commemorazione, con i quali verranno ricordate le vittime, centinaia di famiglie si sono riunite all'interno della scuola, per esprimere il proprio cordoglio e ricordare l'attacco dei trentadue terroristi ceceni autori della "strage degli innocenti". In tutta la Russia, dove l'inizio dell'anno scolastico è una festa gli studenti si sono alzati in piedi per un minuto di silenzio.

La palestra, il ricordo. Nella palestra della scuola di Beslan, l'anno scorso c'erano bombe sui canestri del campo di basket, e i terroristi tenevano il piede sui detonatori. Oggi ci sono tante fotografie dei 186 bambini morti nell'assedio. I pope, con le loro lunghe tonache nere, hanno intonato inni di preghiera, mentre la gente deponeva fiori rossi e accendeva candele. "Tutti in Ossezia sono in lutto oggi, il giorno forse più triste della nostra storia. Come potrebbe essere altrimenti? Hanno sparato alla schiena a bambini di 5-10 anni", ricorda Sergei Zutsev, 65 anni, nonno di un bambino che fu gravemente ferito.

Il dolore e la rabbia. Nel nord dell'Ossezia "una delle aree più controllate dalla polizia russa - scrive il Times - c'è ancora il sospetto diffuso che funzionari corrotti e negligenti abbiano permesso ai terroristi di prendere il controllo della scuola prima di organizzare il violento blitz che ha messo fine all'assedio". La direttrice della scuola, Lydia Tsaliyeva, quand'è giunta nell'istituto per partecipare alla commemorazione è stata accolta da cori: "Assassina, assassina, perché sei venuta qui?". Alcune famiglie la accusano di aver permesso l'ingresso nell'edificio ai sequestratori, e al loro carico di armi pesanti.

Madri chiedono asilo politico. Il Comitato delle madri di Beslan ha avviato una petizione, da indirizzare ai governi stranieri, per chiedere asilo politico insieme alle loro famiglie. "Noi, genitori e parenti delle vittime - si legge in una dichiarazione del Comitato - abbiamo perso tutte le speranze di ottenere un'inchiesta giusta, che individui le cause e identifichi i responsabili della nostra tragedia, e non vogliamo più vivere in un Paese dove la vita umana non conta nulla". Una delegazione del Comitato dovrebbe essere ricevuta venerdì al Cremlino dal presidente russo Vladimir Putin. Che oggi però non ha partecipato alla commemorazione, sostituito dal suo inviato per la Russia meridionale, Dmitry Kozak. (1 settembre 2005)

Da http://www.repubblica.it/2005/h/sezioni/esteri/beslandopo/campane/campane.html

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