Berlinguer torna in campo e
lancia il DSE
Da qualche tempo l'ex ministro dell'istruzione
Luigi Berlinguer mostra un rinnovato interesse (ma forse non lo
ha mai dismesso.) per le tematiche educative. Cosi' il
suo appassionato intervento al convegno di Modena, organizzato
congiuntamente dai settori scuola e
dai gruppi parlamentari dei DS e della Margherita lo scorso 24 febbraio,
ha avuto un respiro ampio, fondativo, ed e' stato accolto con
entusiasmo dai presenti.
Berlinguer, che ha preferito parlare di
"education" anziche' di istruzione, e di
"assessment" anziche' di valutazione, proprio
per ampliare il quadro di riferimento concettuale del suo ragionamento (ha citato
Dewey, Bruner, Gardner, Morin), ha sostenuto che ormai non e' piu'
tempo di "nuove architetture, nuovi sistemi", anche
se non ha rinunciato a rivendicare il carattere di "grande
riforma" della "sua" legge sul riordino dei cicli, poi
soppressa dalla riforma Moratti.
Ma ora, ha detto Berlinguer, bisogna guardare
avanti, e puntare prioritariamente su contenuti, metodi e forme di
assessment (nel senso di valutazione continua, formativa) che valorizzino
le diversita' e creino le condizioni per conseguire l'obiettivo
del DSE (Diritto al Successo Educativo per ognuno).
Soprattutto "occorre introdurre nella scuola l'emozione, il suono,
il canto, la piu' naturale ed intensa delle
espressivita' umane. E insieme, per sollecitare le
strutture razionali del pensiero, bisogna fondare l'apprendimento scientifico
sulla sperimentalita' laboratoriale".
Ma "una riconversione cosi' profonda dei contenuti e dei
metodi la possono produrre solo gli insegnanti". Compito della
politica e' di aiutarli a recuperare la perduta
centralita' sociale attraverso la rideterminazione della loro
"mission", che va declinata guardando al futuro.
TuttoscuolaNEWS
n. 283 - lunedì 12 marzo 2007