La voce del Fiani

Benedetto XV
«La Grande Guerra, inutile strage»

Il nome scelto dal neo Papa Ratzinger, Benedetto XVI, si presta a diverse chiavi di lettura.
L'ultimo Pontefice a prendere questo nome, Benedetto XV, è stato il Papa che ha attraversato la prima guerra mondiale e che definì l'immane conflitto «l'inutile strage». Con Benedetto XV comincia la sequela dei papa moderni che condanneranno la guerra come male per l'intera famiglia umana. Nell'appello del primo agosto 1917 Benedetto XV esortò popoli e governi alla pace, definì la prima guerra mondiale «una inutile strage» ed invitò «alla cessazione di questa lotta tremenda». «Con la pace - disse - niente è perduto, con la guerra tutto può esserlo». Alla fine della prima guerra mondiale Benedetto XV si rivolse al Presidente degli Stati Uniti Wilson, scongiurandolo di fare in modo che le condizioni dell'armistizio non fossero una provocazione per i vinti.

Proprio la sua posizione criticatissima dai nazionalisti italiani fece in modo che dopo la guerra il governo italiano si adoperasse a impedire che il Papa e il Vaticano avessero un rappresentante nella Società delle Nazioni. Dopo la guerra, Papa Benedetto XV si trovò a guidare la Chiesa in una fase di difficoltà e crescente raffeddamento con alcuni Paesi europei come Gran Bretagna, Francia mentre aprì canali di dialogo e contatti con alcuni dei nuovi stati formatisi dopo il conflitto (Ungheria, Cecoslovacchia, Jugoslavia). Dottrinariamente critico del modernismo, lavorò per abbassare i toni dello scontro con le correnti avanzate del pensiero cattolico che avevano contraddistinto il pontificato del suo predecessore. Papa della Chiesa si adoperò anche per la riunione delle Chiese d’Oriente (istituì la Congregazione per le Chiese orientali), per l’espansione missionaria (enciclica Maximum illud del 1919) e per l’organizzazione dei seminari.

Si chiamava Benedetto anche il primo patrono d'Europa e il fondatore di un ordine religioso, i benedettini, che ha contribuito a salvare nei suoi monasteri e conventi la tradizione culturale europea e quella classica. È noto che Ratzinger è stato uno dei difensori più convinti delle radici cristiane della cultura europea. Non solo: il nuovo Papa ha voluto, in questi anni, affermare la necessità che la Chiesa ritrovasse vigore proprio dove l'aveva perduta in modo più evidente, cioè in Europa, il continente che era stato la culla del cristianesimo per tanti secoli. Dunque Benedetto è alle radici della cultura europea e in questo senso rappresenta la sintesi fra età classica e cristianesimo. La scelta di Benedetto può quindi essere interpretata anche come indicazione magisteriale: la necessità di rievangelizzare il vecchio continente.

da www.corriere.it - 19 aprile 2005

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