Con uno studente dell'Hutch Tech Band

E venne il giorno del " "

Il 20 aprile a Buffalo negli Stati Uniti è stato firmato un accordo storico per la nostra città. Il sindaco della City americana Antony Masiello e il sindaco di Torremaggiore Alcide Di Pumpo hanno siglato un patto di gemellaggio tra le due comunità che apre, in maniera smisurata e forse insperata, gli orizzonti economici e culturali della città delle tre torri.
L’Amministrazione ha deciso di dare ascolto alle istanze del Liceo Fiani che, tramite l’American Club, attua da tre anni uno scambio culturale (e non solo) con la città a stelle strisce, scambio concretizzatosi da tempo negli splendidi rapporti con la scuola gemella di Buffalo, l'Hutch Tech High School.
Già, perché il nostro "American Dream" è iniziato proprio dalle due scuole ed è terminato con quella tanto sospirata firma che è il vanto di noi Torremaggioresi consapevolissimi di essere gemellati con una delle città più importanti del Nord America.
L’ultimo viaggio, quello decisivo, comincia nella serata del 17 aprile; prima tappa Roma, raggiunta con il pulmino di una parrocchia, ovviamente pagato grazie all’opera di autofinanziamento del Club; poi dalla capitale si passa a Lisbona, quindi verso New York e infine Buffalo…scintillante nella notte, come tra l’altro i suoi abitanti che nelle figure sorridenti di studenti, docenti e genitori ci danno il loro caldo "Welcome to USA"; e subito entra in crisi tutta la cultura torremaggiorese che si considera più ospitale dei freddi americani; ma questo è solo l’inizio del ridimensionamento delle nostre care concezioni provinciali, perché per noi si scomoda anche la polizia di Buffalo che ci scorta e guida nelle strade larghissime di una città da film, un film che continua nelle accoglienti dimore delle famiglie che ci ospitano con un garbo e un’umiltà sensazionali per quattro intensi giorni.
Poi la firma…quel fatidico SI'. Nell’ufficio del Mayor Masiello si incontrano due culture diverse: le belle parole e l’alta carica istituzionale con tanto di fascia si confrontano con un discorso breve e di una concretezza disarmante, quella dello stesso Mayor che, nonostante un esercito di assistenti, si prende la briga di distribuire personalmente decine di medagliette e di scambiare due battute addirittura con me, che gli ho chiesto della sua carriera di cestista, mentre riecheggiava ancora qualche arringa sulla pace e la fratellanza, temi sicuramente importanti ma non certamente in quella circostanza.
La nostra Sister-School ci ha dato lezione di puntualità e di rispetto delle regole, ma anche di disponibilità e cordialità, percepibili nei sorrisi e negli sguardi sinceri dei ragazzi, dei proff e del mitico Principal Greco che, come il più umile degli assistenti, va in giro a controllare che tutto funzioni bene in un "esiguo" Istituto di mille e duecento studenti.
Con tali presupposti, l’arrivederci prematuro non può che essere malinconico; ma il viaggio continua verso la Grande Mela, New York, con i suoi grattacieli e i suoi ghetti, con i suoi lussuosi ristoranti e i venditori ambulanti di Hot Dog, con la sua gente tanto diversa anche per la presenza di molti italiani, tra cui il nostro conterraneo Joseph Tusiani.
Inutile dire che conoscerlo è molto entusiasmante, soprattutto perché i discorsi "perbenisti" non sono il suo forte dato il suo amore per l’arte letteraria quella vera, quella che dà peso e significato alle parole: senza frasi di circostanza, questo giovinetto di appena ottant’anni, ci parla della sua vita con gli occhi che brillano nel vedere noi ragazzi stargli vicino e fare un breve spuntino con lui, un uomo molto conosciuto negli States dava confidenza a sette studenti italiani mettendosi alla pari con loro…sorprendente, specialmente per chi come noi è abituato all’Italia, patria natìa che raggiungiamo il 26 aprile con la valigia piena di emozioni da ricordare.
La delegazione è stata fantastica, nonostante un po’ di nervosismo scaturito dai tanti (!), troppi (!) caffè offerti dall’Amministrazione che ha appoggiato in pieno le nostre decisioni.
Mesi fa pensavo che la mia Torremaggiore fosse morta nella morsa di una notevole stagnazione non solo culturale ma soprattutto economica. Ora con orgoglio possiamo dire che, grazie ad una piccola scuola, la nostra città può sperare in un futuro diverso; le promesse non mantenute e le calende greche potranno scomparire, perché adesso i miei concittadini hanno al loro fianco una grande città, capace di concretizzare alcune loro speranze.
Qualcuno nei supremi scranni del Palazzo lo avrà capito e, forse, mettendo da parte l’orgoglio…ne sarà contento.

Alfonso Balsamo - Aprile 2004

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