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UN ANNO DI SCUOLA
DALLA A ALLA Z
Fatti, avvenimenti e
persone - Consuntivo del 2011
A
cura di TUTTOSCUOLA
FONTE:
TuttoscuolaNEWS
n. 517 - Un anno di scuola dalla A alla Z domenica 1 gennaio 2012
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A
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Apprendistato
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(maggio) – Il Consiglio dei ministri
approva in prima lettura il decreto legislativo di riforma dell’apprendistato,
destinato a diventare il Testo Unico in materia. Dopo l’intesa in Conferenza
unificata il decreto entra in vigore alla fine di ottobre.
I contratti di apprendistato si applicano
anche a ragazzi che abbiano compiuto 15 anni di età e, in tal caso, hanno
valore di assolvimento dell’obbligo di istruzione.
Viene così modificata la riforma
dell’obbligo scolastico, approvata con il ministro Fioroni, che disponeva il
divieto di adibire ad attività lavorativa i ragazzi sotto i 16 anni di età.
Con le iscrizioni per l’anno scolastico
2012-13 sarà quindi possibile, nelle regioni che hanno stipulato la relativa
intesa con lo Stato, per i 15enni chiedere di accedere a contratti di
apprendistato, anziché iscriversi ad una scuola secondaria di II grado.
Una sconfitta dei fautori
dell’obbligo o una realistica soluzione per contenere la dispersione
scolastica?
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Anief
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(febbraio) – La Corte Costituzionale
dà ragione all’Anief accogliendo il ricorso di docenti precari, patrocinati
dall’Associazione, che avevano impugnato i provvedimenti di inserimento in
coda, anziché a pettine, nei trasferimenti di graduatoria ad esaurimento in
altre province.
Non è la prima vittoria giudiziaria
dell’Anief (sono seguite anche sconfitte), ma sicuramente la più importante
per una organizzazione sindacale che, rompendo qualsiasi schema ordinario
nella tutela dei lavoratori della scuola, fonda essenzialmente la sua azione
sui ricorsi ai tribunali.
Qualcuno l’ha giudicata una vera e propria
macchina giudiziaria da guerra; altri l’hanno valutata come una astuta
macchina per fare soldi. Ma intanto si fa strada nella categoria dove, grazie
all’apporto di legali di buon livello, l’Associazione presieduta da Marcello
Pacifico prospetta vittorie (o illusioni), ottenendo consensi soprattutto tra
il personale precario.
E annuncia per il prossimo marzo l’entrata
ufficiale nella competizione elettorale per le RSU nelle scuole.
Con l’intenzione di proporre ricorsi
in ogni scuola come sistema di risolvere le relazioni sindacali?
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B
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Berlusconi
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(novembre) – Dopo una votazione
sulla fiducia che vede il suo governo scendere alla Camera sotto la soglia
dei 316 voti Silvio Berlusconi getta la spugna e rassegna le dimissioni.
Si conclude così non solo la vita del
quarto governo di centro-destra presieduto dall’imprenditore milanese, sceso
in politica nel 1994, ma probabilmente un’intera fase della storia italiana
del dopoguerra. A entrare in crisi è infatti la cosiddetta seconda
Repubblica, caratterizzata dal bipolarismo, cioè dalla formazione di
maggioranze di volta in volta di centro-destra o di centro-sinistra,
tutte rese deboli, però, dalla loro stessa conflittualità interna.
Con la formazione del governo Monti,
sostenuto da Pdl, Pd e centristi, si apre una nuova fase politica dagli
sviluppi al momento non facilmente prevedibili, ma che sicuramente
costringerà i partiti ad una profonda trasformazione.
Fine di un’epoca?
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C
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Concorsi
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(dicembre) – Il nuovo ministro
Profumo annuncia che il 2012 potrebbe essere l’anno dei concorsi. Ne
potrebbero andare in porto tre: quello a 150 posti di dirigente tecnico
(ispettore), quello a 2.386 posti di dirigente scolastico, e soprattutto
quello a posti di insegnante ai vari livelli di scuola, a distanza di 13 anni
dall’ultimo, targato 1999.
La riattivazione di serie procedure di tipo
concorsuale era invocata da tempo da più parti del mondo della scuola, Tuttoscuola
in testa. La normativa vigente prevede che il 50% dei posti sia riservato ai
vincitori di concorso, e il restante 50% agli abilitati inseriti nelle
graduatorie a esaurimento (ex permanenti).
Ma l’accenno fatto dal ministro (dopo un
incontro con i sindacati) ad una diversa ripartizione, che aumenti la quota
destinata alle graduatorie a esaurimento (GAE), rischia di riaprire una
controversia paralizzante a scapito degli aspiranti insegnanti più giovani,
quelli abilitati non compresi nella GAE e quelli non abilitati che attendono
con impazienza l’avvio dei TFA.
Opportunità da non sprecare.
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Classi pollaio
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(giugno) - Il Consiglio di Stato
autorizza la class action promossa dal Codacons contro le cosiddette
“classi pollaio” o “classi batteria”. Si tratta di classi dove il numero di
alunni supera a volte anche le 30 unità, soprattutto nelle prime degli
istituti superiori. Le norme antincendio prevedono che in una classe vi sia
un numero di alunni non superiore a 25 (+ l’insegnante).
Le “classi pollaio” non sono una novità per
il nostro sistema scolastico, e sono andate gradualmente aumentando
nell’ultimo quinquennio con la riduzione del numero delle classi a fronte spesso
dell’aumento dei livelli di popolazione scolastica.
Il ministro Gelmini dichiara trattarsi di
un falso problema, perché riguarderebbe soltanto lo 0,4% del totale
classi-sezioni (1.500 classi per un totale di circa 45 mila alunni).
E se i dirigenti scolastici –
responsabili della sicurezza – si rifiutassero di formare classi con più di
25 alunni?
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D
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DSA
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(luglio) – Il ministero
dell’Istruzione emana un decreto e specifiche Linee Guida per dare attuazione
alla legge sui DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento) nella scuola. La
certificazione della dislessia e degli altri disturbi di apprendimento potrà
essere rilasciata soltanto dal servizio sanitario pubblico.
Se lo studente si avvale della possibilità
di esonero completo dall’insegnamento della lingua straniera, come consentito
dalla legge 170/2010, all’esame di Stato non può conseguire la licenza o il
diploma, ma soltanto un’attestazione.
Non è previsto il docente di sostegno per
l’alunno con DSA. Il numero degli alunni con DSA non è censito, ma si stima
che sia quasi il doppio degli alunni con disabilità.
Svolta da seguire con cautela e
controlli.
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Dimensionamento
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(luglio) – La legge 111/2011,
approvata in tempo record dal Parlamento, prevede la trasformazione di tutte
le istituzioni del primo ciclo in istituti comprensivi, con una nuova
dimensione di popolazione scolastica che passa dai 500-900 alunni ad almeno
1000. Nelle piccole isole e nei comuni montani il limite passa da 300 a 500
(successivamente corretto in 600).
Si prevede la soppressione di almeno 1.300
istituzioni scolastiche, con conseguente riduzione di organico dei dirigenti
scolastici e dei DSGA.
Alcune regioni annunciano ricorso alla
Corte costituzionale per violazione della competenza concorrente.
I piani regionali dovranno essere approvati
entro il 31 gennaio 2012, ma è prevedibile che diverse regioni che negli
ultimi anni non avevano provveduto ad aggiornare le situazioni secondo i
vecchi parametri dimensionali, non potranno (o non vorranno) compiere il recupero
tutto in una volta o lo effettueranno in modo soggettivo.
Ancora una volta l’Italia a due
velocità?
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E
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Ex-Enam
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(dicembre) – L’Enam, Ente di
Assistenza magistrale, interamente finanziato (per obbligo di legge) dagli
insegnanti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, dopo essere
stato soppresso e assorbito dall’Inpdap nel 2010, per effetto della legge
“Salva Italia” passerà alla nuova Inps che a sua volta assorbirà l’Inpdap.
Gli ex-comitati provinciali dell’Enam si
costituiscono in associazione (l'ANTAM (Associazione Nazionale Tutela ed
Assistenza Magistrale), per difendere il patrimonio dell’Ente.
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Razionalizzazione o scippo
legalizzato?
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F
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Formez
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(ottobre) – A ottobre si svolge la
prova di preselezione per gli oltre 33 mila candidati al concorso per 2.386
posti di dirigente scolastico.
Dalla batteria dei test preparati dal Miur
vengono preventivamente cancellati circa mille quesiti, risultati errati, poi
ne vengono estratti cento con risposta multipla per la selezione che si
svolge in ogni regione.
Gli elaborati vengono corretti con lettore
ottico e registrazione informatica presso il FormezItalia a Roma.
Le correzioni si svolgono davanti a
ciascuna commissione regionale e sono trasmesse in diretta streaming garantendo
controllo pubblico e trasparenza.
Questa prima esperienza di correzione in
diretta telematica registra un buon risultato, ma non attenua le polemiche e
i ricorsi per taluni contenuti della batteria dei test, sia per quelli
predisposti che per quelli selezionati.
La linea diretta degli errori o
degli orrori?
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Finestra
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(agosto) - La manovra bis di
ferragosto, contenuta nel decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, precisa
l’operazione “finestra” per il personale scolastico.
Il personale che matura il requisito per il
pensionamento dopo il 31 dicembre 2011 dovrà attendere un anno di più per il
pensionamento.
La “finestra” di uscita dal servizio, da
sempre prevista per la scuola al 1° settembre dell’anno in cui si matura il
diritto a pensione, viene spostata avanti di un anno.
Si salvano dalla “finestra” coloro che il
requisito al pensionamento (si presume per limite di età o di servizio) lo
maturano entro il 31 dicembre 2011.
Ma poi la manovra Monti “Salva Italia”
rende inutile la finestra, perché annulla di fatto le pensioni di anzianità e
riforma il sistema pensionistico.
Non è toccato dalla riforma il personale
scolastico che al 31 dicembre 2011 ha già raggiunto il limite massimo di
servizio (40), oppure ha l’età massima per la pensione di vecchiaia (65 anni)
o ha raggiunto quota “96”, cioè quel valore che si ottiene sommando l’età (60
o 61 anni) con l’anzianità di servizio (36 o 35 anni).
Verso un corpo docente ancora più
vecchio
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G
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Gelmini
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(ottobre) – Il ministro Gelmini
rilascia a “La Repubblica” una intervista-verità che sorprende un po’ tutti.
Ammette i tagli sulla scuola (che aveva
sempre definito interventi necessari di razionalizzazione) e prende
decisamente le distanze dal ministro Tremonti (di cui aveva affermato di
condividere le scelte senza subirle).
Si dichiara pronta ad ascoltare gli
studenti e dispiaciuta per non essere riuscita a far capire al Paese
l’importanza del ruolo degli insegnanti.
Un'apertura, la sua, che gli studenti
considerano “fuori tempo massimo”. I giudizi sono severi: opportunismo,
ipocrisia, incomprensione profonda delle motivazioni alla base delle
proteste. Per molti quella intervista è sembrata quasi una lettera di addio.
Un mese dopo Mariastella Gelmini, con le dimissioni del Governo, lascia
l’incarico.
Esperienza dura ma formativa.
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H
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Hockey
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(novembre) – Il maestro di strada
Mario Rossi Doria, ora sottosegretario all’istruzione, l’ha chiamata regola
dell’hockey, riferendosi ai provvedimenti disciplinari di sospensione dalle
lezioni nei confronti degli studenti.
Come nell’hockey, il giocatore (studente)
sospeso non va allontanato dal campo (scuola), e prima di rientrare in gioco,
invece di stare in panchina, può rendersi utile con interventi a favore della
squadra (classe). Deve seguire il gioco dei compagni pur rimanendo in
panchina per momenti di recupero individuale.
Fuori dal mondo della scuola l’idea della
regola dell’hockey viene apprezzata; dentro il mondo della scuola, a quanto
sembra, è considerata un po’ meno, perché l’idea del giocatore espulso che
resta in panchina è sperimentata da tempo da molte scuole e l’ipotesi del
recupero personale sembra un premio. Difficile da applicare.
Scoperta dell’acqua calda o nuova
via per il recupero?
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I
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Incasso buonuscita
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(agosto) - Il decreto legge 138/2011
relativo alla manovra bis di ferragosto introduce una duplice modifica alla
decorrenza per l'incasso della liquidazione finale (buonuscita/trattamento di
fine rapporto) per i dipendenti pubblici collocati in pensione, compresi quelli
della scuola.
Per effetto della modifica, vi sarà il
rinvio dell’incasso della liquidazione finale in forma differenziata in base
al modo con cui si viene collocati riposo.
Se il pensionamento avviene per raggiunti
limiti di età (65 anni) o di servizio (40 anni), il rinvio è di sei mesi; se
invece il pensionamento avviene a domanda per anzianità (almeno 60 anni di
età con un minimo di 35 anni di servizio in modo da raggiungere quota 96) il
rinvio sarà di due anni.
È un modo per scoraggiare i pensionamenti anticipati,
ma, per il timore che non sia sufficiente, nella legge “Salva Italia” di fine
anno il Governo Monti riforma il sistema pensionistico e annulla le pensioni
di anzianità.
Dalla buona alla cattiva uscita.
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Invalsi
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(maggio) - Giuseppe Cosentino,
già capo dipartimento per l’istruzione del Miur, viene nominato commissario
all’Istituto nazionale di valutazione, anche con il compito di dare
continuità e sviluppo al lavoro fatto negli ultimi anni dal presidente Piero
Cipollone, economista di provenienza Bankitalia, dimessosi a marzo per
assumere un prestigioso incarico presso la World Bank a Washington.
Con il nuovo anno l’Invalsi, che nel 2011
si è molto rafforzato dal punto di vista strutturale e organizzativo, dovrà
dotarsi di un nuovo vertice perché Cosentino, nominato capo della segreteria
tecnica del ministro Profumo, difficilmente potrà continuare a fare anche il
commissario all’Invalsi, e dal 1° gennaio 2012 va in pensione anche il
direttore generale dell’Istituto, Dino Cristanini.
Staffette (con personaggi nuovi o
tra i soliti noti?)
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L
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LIM
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(maggio) – Continua l’azione del
ministero per la diffusione delle tecnologie didattiche nella scuola con
l’emanazione delle linee guida del piano di acquisto di Lavagne Interattive
multimediali (LIM) nella scuola primaria e secondaria di secondo grado.
Il Miur raccomanda l’installazione della
LIM in classe anziché in spazi dedicati. Un’indagine condotta dall’Indire ha
accertato che i docenti, a fronte di una valutazione positiva dello
strumento, ne fanno un uso medio-basso a causa soprattutto della difficoltà
di accesso.
La stessa indagine ha accertato un notevole
apprezzamento dei ragazzi, anche perché, a quanto sembra, la LIM rende la
lezione più diretta e intuitiva, favorisce la comprensione di concetti
complessi, sviluppa il "saper fare" e l'attitudine alla ricerca,
facilita la memorizzazione (soprattutto grazie all'impiego di immagini).
Superare i LIMiti tecnologici
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M
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Monitoraggio
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(settembre) – Il Miur affida
all’Ansas il compito di monitorare le esperienze delle Indicazioni per la
scuola dell’infanzia e del primo ciclo, come disposto dal Regolamento di
riordino (dpr 89/2009) che ha previsto un triennio di applicazione delle
Indicazioni nazionali (Moratti) e delle Indicazioni per il curricolo
(Fioroni), per armonizzarle agli obiettivi della riforma Gelmini.
L’Ansas predispone un questionario on line
a risposte multiple per le istituzioni scolastiche del 1° ciclo per ricavare
elementi utili per l’eventuale revisione delle Indicazioni, assumendo come
base di riferimento le Indicazioni per il curricolo.
L’Aimc, Associazione dei Maestri Cattolici,
chiede che oltre al monitoraggio tramite questionario via sia anche ascolto
delle scuole con rilevazione delle buone pratiche.
Si avranno finalmente nuove
Indicazioni valide ed obbligatorie per tutti o le scuole continueranno a
navigare a vista?
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Monti
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(novembre) - Mario Monti,
economista, già rettore dell’università Bocconi di Milano e per dieci anni
autorevole commissario presso la Commissione europea di Bruxelles, viene
nominato senatore a vita dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,
dal quale riceve subito dopo l’incarico di formare il nuovo governo.
Il compito è di definire e attuare un
programma di emergenza in uno spirito di coesione nazionale.
La convergenza di Pdl, Pd e centristi (Udc,
Fli, Api) nel sostegno al governo Monti sembra aprire una nuova fase e
mettere ai margini le forze che hanno creato i maggiori problemi all’interno
dei due schieramenti, di centro-destra e centro-sinistra, alternatisi nei 17
anni della cosiddetta seconda Repubblica (1994-2011), la Lega da una parte e
l’estrema sinistra (attualmente fuori del Parlamento) dall’altra.
Se i tecnici vinceranno, che ne sarà
dei politici?
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N
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Neutrini
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(settembre) - Gli sconosciuti
neutrini balzano agli onori della cronaca per un frettoloso comunicato del
Miur che plaude al successo dell’esperimento storico realizzato con il
contributo dei ricercatori italiani “alla costruzione del tunnel tra il
Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto
l'esperimento”.
La notizia del tunnel entra immediatamente
nel circuito del web e costa una settimana di feroci battute sulle competenze
in fisica del ministro Gelmini che “si fida di collaboratori che le
mettono in bocca dichiarazioni che scatenano l’ilarità del globo”, come
dice Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione cultura.
Le polemiche si placano (non del tutto) con
le dimissioni del capo ufficio stampa della Gelmini, Massimo Zennaro, che si
assume la responsabilità dell’errore compiuto dal suo staff.
Senza la gaffe del tunnel gli
Italiani avrebbero saputo della scoperta dei neutrini?
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O
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OCSE-Pisa
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(luglio) – Da quella autentica
miniera di informazioni e di stimoli che è diventato il programma dell’Ocse
intitolato Pisa (Programme for International Student Assessment) esce
un ulteriore dato, già noto agli esperti di educazione comparata, ma mai
finora esaminato con tanta attenzione anche nei suoi termini quantitativi: i
sistemi scolastici che prevedono la ripetizione dell’anno (o il dirottamento
degli studenti più deboli in istituzioni formative specializzate, fuori della
scuola) non sono quelli che ottengono i risultati migliori.
Anzi, in testa alle classifiche dell’ultima
rilevazione effettuata (2009) stanno gli studenti di Paesi dove la pratica
della bocciatura non esiste a nessun livello (Giappone, Corea, Norvegia)
oppure è assolutamente eccezionale non solo nella scuola di base ma anche
nella secondaria superiore (Finlandia, Nuova Zelanda, Regno Unito).
Non è detto che le scuole più
‘serie’ siano quelle che bocciano di più.
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P
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Profumo
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(novembre) – Nel governo dei
professori costituito da Mario Monti entra anche il rettore del Politecnico
di Torino, Francesco Profumo, savonese, 58 anni.
Ingegnere, già progettista per il Centro
Ricerca e Sviluppo della Società Ansaldo a Genova, è professore ordinario di
Macchine ed Azionamenti Elettrici al Politecnico di Torino, dove ha ricoperto
gli incarichi di preside di Ingegneria dal 2003 e di rettore dal 2005.
Nell’agosto 2011 è stato nominato presidente del Consiglio Nazionale delle
Ricerche.
Le prime dichiarazioni si ispirano al
principio della razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse disponibili,
in una linea di sostanziale continuità dei processi riformatori avviati dal
governo precedente.
C’è profumo di aria nuova nella
scuola italiana?
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Q
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Qualità
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(maggio) – Esce il secondo Rapporto
sulla qualità nella scuola italiana di Tuttoscuola, presentato nella
prestigiosa cornice dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana alla presenza
del ministro Gelmini.
Il Rapporto, realizzato a quattro anni dal
primo, consente di effettuare un confronto a vari livelli, partendo da quello
nazionale, tra le due fotografie dell’Italia scolastica che scaturiscono
dall’analisi comparativa di oltre novanta indicatori.
La novità più interessante che emerge dal
confronto con il precedente Rapporto è che pur nella conferma degli squilibri
tra le diverse aree del Paese il Sud nel complesso negli ultimi anni ha fatto
meglio del Nord e del Centro.
Il Nord-Est invece arretra in più di metà
degli indicatori e anche il Nord-Ovest, pur confermando il suo primato
complessivo rispetto alle altre aree, arretra in 25 indicatori su 56. Il
Centro resta sostanzialmente stabile, e dunque il lieve miglioramento che si
evidenzia a livello nazionale si deve ai progressi realizzati dal Sud, in
particolare in alcuni indicatori come quelli relativi al patrimonio delle
istituzioni scolastiche, ai supporti all’attività didattica e alla continuità
e stabilità del personale docente.
Italia scolastica squilibrata, ma
con un “pizzico” (un inizio?) di controtendenza.
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Quinquennio di permanenza
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(maggio) – Il primo decreto legge
della manovra finanziaria estiva (DL 70/2011) interviene sulle graduatorie ad
esaurimento e sulle assunzioni in ruolo. Per le prime dispone la triennalità
di aggiornamento con una sola possibilità di trasferimento da una provincia
all’altra e con conseguente cancellazione dalla graduatoria di provenienza
(con inserimento a pettine).
La seconda sulle assunzioni prevede un
piano triennale per la copertura totale dei posti vacanti con una quota di
immissioni in ruolo retrodatate al 2010-11. Per i neo-immessi in ruolo vi
sarà l’obbligo di permanenza quinquennale nella provincia scelta per la
nomina.
Si chiude (forse) l’annosa questione della
coda e del pettine per gli inserimenti nelle graduatorie ad esaurimento.
Il quinquennio di permanenza soddisfa in
particolare la Lega che spera, con questa norma di deterrenza, di tenere
fuori regione i docenti che vengono da fuori (dal sud in particolare).
Vi sarà ancora qualche colpa di coda
o di pettine?
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R
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RSU
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(gennaio) – Il direttore generale
dell’Ufficio scolastico regionale del Veneto, Carmela Palumbo, prende
posizione nettamente per l’applicazione delle disposizioni Brunetta (decreto
legislativo 150/2009) che riconoscono ai dirigenti scolastici la competenza
diretta e la conseguente responsabilità nella definizione dell’organizzazione
dei servizi, relegando la precedente competenza della RSU alla sola
informazione, senza contrattazione integrativa.
Il Ministero tace e sembra strizzare
l’occhiolino al sindacato, ma, in occasione della contrattazione nazionale
sulle utilizzazioni è costretto a prendere atto dell’interpretazione circa la
non competenza della RSU fornita dalla Funzione Pubblica.
I sindacati che avevano rivendicato la non
applicazione del decreto legislativo 150/2009 fino al rinnovo del CCNL,
congelato da una legge finanziaria, non sottoscrivono l’accordo sulle
utilizzazioni per mantenere salva la posizione di difesa delle RSU.
Le prossime elezioni delle RSU, previste a
marzo, potrebbero essere l’occasione per rilanciare le competenze delle RSU e
aprire un fronte di scontro con i dirigenti scolastici.
Scontro “di fabbrica” nelle scuole?
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S
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Spedizione cartoline
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(giugno) – La Fism, Federazione
delle scuole materne, le cui istituzioni aderenti accolgono ben 550 mila dei
635 mila bambini iscritti alle scuole dell’infanzia paritarie, lancia, ancora
una volta, un grido di aiuto, promuovendo tra tutte le famiglie l’iniziativa
dell’invio di una cartolina indirizzata al Presidente del Consiglio, al
ministro dell’economia, Giulio Tremonti e al ministro dell’istruzione,
Mariastella Gelmini. Le cartoline riportano una sola richiesta: non tagliare
la libertà di educare. La spedizione ha successo, perché in breve ne viene
inviato oltre mezzo milione.
Nel 2010 i contributi statali per le scuole
paritarie erano stati pari a 539 milioni; per il 2011 la legge finanziaria ha
previsto l’erogazione di 526 milioni, di cui 245 condizionati alla vendita
del digitale terrestre tuttora non ancora iniziata. I restanti 281 milioni
certi sono stati ridotti del 10% e sono diventati quindi 252.
Il Miur ha ripartito nell’aprile scorso per
tutte le scuole paritarie poco meno di 168 milioni, che rappresentano gli
8/12 di quei 252 milioni “certi”, ma che sono meno di un terzo di quei 526
milioni da assegnare complessivamente per il 2011.
È evidente come la situazione finanziaria
delle scuole paritarie e, in particolare, delle scuole dell’infanzia che ne
rappresentano la maggior parte, si stia facendo difficile, ancora una volta.
I ritardi di assegnazione dei contributi,
oltre alla loro decurtazione, si trasformano in indebitamento verso le banche
(sempre più restie) o in aumento delle rette per le famiglie.
Una parità a parole?
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T
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TAR
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(marzo) - Il Tar è una “terza
Camera”?
Il Tar del Lazio rinvia alla Corte
costituzionale l’art. 64 comma 2 della legge n. 133/2008 considerando non
infondata l’accusa di illegittimità costituzionale mossa dal sindacato Snals
alla riduzione del 17% del personale amministrativo della scuola nel triennio
2009-2011, da tale comma disposta.
Sempre per iniziativa dello Snals il
Tar aveva accolto nel luglio 2010 un ricorso contro la riduzione
dell’orario settimanale nelle classi intermedie degli istituti tecnici e
professionali. È ormai difficile tenere la contabilità degli interventi
effettuati in campo scolastico dalla giustizia amministrativa, e in
particolare dal Tar del Lazio, competente in materia di legislazione
nazionale.
I sindacati, in particolare quelli autonomi
vecchi e nuovi, hanno individuato nella via giudiziaria una nuova e più
efficace modalità di lotta sindacale e se ne avvalgono in modo sistematico.
Ma più che di lotta ‘sindacale’ sarebbe forse più corretto parlare di una
forma di azione ‘post-sindacale’. Della rinuncia cioè alle tradizionali
modalità della lotta sindacale - trattative, assemblee, scioperi, negoziato,
accordi - in favore dei ricorsi e della carta bollata.
In questo modo, però, è difficile sfuggire
al sospetto che si stia di fatto attribuendo alla magistratura amministrativa
il ruolo di una ‘terza Camera’, addirittura più importante delle prime due
perché in grado di ridiscuterne e modificarne le decisioni. E che si stia
modificando in profondità il ruolo del sindacato, avviato a trasformarsi in
una specie di ufficio per guerre legali in servizio permanente effettivo.
L’Italia ha due Camere basse e una
Camera alta?
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TFA
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(aprile) – Dopo l’emanazione del
decreto sulla formazione iniziale degli insegnanti della scuola
dell’infanzia, primaria e secondaria di I e II grado, il Miur compie un passo
avanti verso questo traguardo storico della formazione universitaria dei
docenti con l’emanazione del regolamento che prevede l’attivazione dall’anno
accademico 2011-12 dei corsi di laurea magistrale e dei tirocini formativi
attivi (TFA) di durata annuale. Per i TFA occorre attendere appositi decreti
che quantifichino disponibilità di posti e modalità di svolgimento.
In “zona Cesarini”, cioè nel momento di
chiusura del suo mandato, il ministro Gelmini firma alcuni decreti per l’attivazione
dei TFA; decreti che risentono della fretta e che vengono contestati dai
sindacati, che sottolineano la necessità di integrazioni e modifiche.
Il ministro Profumo accoglie la richiesta e
riapre il confronto. Devono essere definiti tempi e quantità di
ammessi (gli ipotizzati 23 mila sono troppi per la Funzione pubblica). Le
prove di accesso sono previste a fine febbraio. Si apre un problema di
ingorgo del traffico tra formazione e reclutamento.
Attivare i maxi-concorsi subito o
attendere la conclusione dei TFA?
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U
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Ugolini
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(novembre) – Sorpresa nella nomina
dei sottosegretari chiamati ad affiancare il nuovo ministro dell’istruzione,
Francesco Profumo: vengono nominati la prof. Elena Ugolini e il maestro Marco
Rossi Doria.
Elena Ugolini è capo d’istituto al liceo
paritario “M. Malpighi” di Bologna, una provenienza che provoca la critica
sul web da parte dei difensori radicali della scuola pubblica, ma
l’intervento deciso e autorevole della sen. Bastico (PD) a suo favore fa
tacere sul nascere le polemiche.
Al ministero Ugolini è di casa ormai da
oltre un decennio, membro di commissioni e di gruppi di lavoro importanti. Ha
lavorato con ministri di diversa collocazione politica, in particolare
all’Invalsi e per il sistema di valutazione.
Contrariamente a quanto si pensava, corre
voce che avrà la delega per il primo ciclo, mentre al suo collega Rossi Doria
dovrebbe essere conferita la delega per il secondo.
Tecnici al lavoro.
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Unità nazionale
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(marzo) – Il 17 marzo l’Italia
celebra i 150 anni dell’unità nazionale.
Il Presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, è il principale animatore delle celebrazioni e dei festeggiamenti
che hanno avuto inizio il 7 gennaio con gli onori alla bandiera italiana a
Reggio Emilia dove nacque il tricolore.
Sono numerose in tutta Italia le iniziative
per coinvolgere scuole e studenti nella valorizzazione dei 150 dell’unità. Il
sistema scolastico nazionale viene riletto dalla legge Casati all’autonomia
scolastica e oltre.
Il fervore unitario è attenuato da ombre
che inneggiano ad un federalismo radicale. Con la caduta del governo
Berlusconi la Lega parla apertamente di secessione.
Passata la festa…
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V
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Valorizza
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(dicembre) - Si conclude la
sperimentazione “Valorizza”, avviata all’inizio del 2011 tra grandi
difficoltà e resistenze con obiettivo di valutare e premiare la
‘reputazione professionale’ degli insegnanti.
Gli esiti finali sono illustrati a Roma
alla presenza del ministro Profumo, che sembra orientato ad accogliere la
raccomandazione formulata delle due Fondazioni sponsor dell’iniziativa - Treelle
e Compagnia San Paolo per la scuola - di replicare il progetto anche nel
2012.
La proposta è di raddoppiare il numero
delle scuole partecipanti (solo 33 nel 2011), e anche il ‘premio’ per
gli insegnanti (due mensilità aggiuntive anziché una), estendendone
l’erogazione a un triennio. L’idea di premiare economicamente gli insegnanti
ritenuti migliori dalla convergente valutazione di studenti, genitori e
colleghi presenta però, secondo autorevoli esperti, più svantaggi che
vantaggi: potrebbe ad esempio porre i dirigenti scolastici di fronte a
difficoltà nel rapporto con i genitori e nell’assegnazione dei docenti alle
classi.
Oltre a quello della reputazione dei
docenti si discute di altri criteri utilizzabili per valutare la loro
professionalità ai fini del miglioramento della qualità del sistema di
istruzione. Tra questi il possesso documentato e certificato di competenze
professionali ulteriori rispetto a quelle iniziali, la disponibilità e
capacità di svolgere mansioni specializzate, la consistenza oraria della
prestazione settimanale e così via.
La buona reputazione professionale è
una condizione necessaria, ma non sufficiente.
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Z
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Zaia
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(novembre) – Il governatore del
Veneto, Luca Zaia (Lega), che si era già distinto un anno prima con l’idea,
applaudita dal ministro Gelmini, di regalare una bibbia ad ogni studente
veneto e con un no secco all’islamizzazione della sua regione, prende
posizione a favore delle scuole dell’infanzia paritarie venete, annunciando
l’intenzione di presentare ricorso alla Corte Costituzionale per ottenere un
trattamento effettivo di parità rispetto alle scuole statali.
Le scuole dell’infanzia paritarie
costituiscono il 68% delle scuole del settore, ma ricevono pochi sghei rispetto
alla qualità (sostiene Zaia) della loro offerta formativa.
L’uscita del governatore sembra una captatio
nei confronti della Chiesa veneta, ma, a quanto risulta, i vescovi restano
piuttosto freddini davanti alla sua proposta, anche se non possono negare lo
stato di difficoltà economica delle numerose scuole paritarie a causa della
riduzione dei finanziamenti statali.
Quanto dà la Regione Veneto alle
scuole paritarie?
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