"Welcome in United States"
di Palma Annachiara

"Lufthansa Airlines. Welcome in United States".
Non ci sono parole che possano descrivere adeguatamente ciò che ho provato nell’ascoltare l’annuncio dell’hostess.
Ero negli Stati Uniti! Improvvisamente tutte le paure, le ansie, le preoccupazioni, la fatica dello stesso viaggio erano svanite, come per incanto. Avevano lasciato il posto solo alla curiosità e alla voglia di assaporare ogni attimo di quest’esperienza.
Già dal nostro arrivo all’aeroporto di Buffalo una nutrita comitiva di studenti e genitori, capitanati dai proff. LoJacono e Gullo ci ha accolti con cartelloni, foto, bandiere, palloncini con i colori americani…tutto era stato curato nei minimi dettagli! Eravamo i "divi" dell’aeroporto!
Nel trambusto di quegli attimi ho conosciuto coloro con cui ho vissuto nella settimana seguente: la famiglia Schmidt. Appena arrivati a casa, sono stata investita da un mucchio di domande su di me, la mia famiglia, la mia scuola e altro ancora. Lillie, la mia sister-friend e i suoi genitori hanno fatto di tutto per mettermi a mio agio e per diminuire la nostalgia di casa. Non ho dubbi nell’affermare che sono le persone più gentili che abbia mai incontrato. Il giorno seguente siamo andati a scuola. Sembrava di vivere in uno dei tanti telefilm americani che si vedono in televisione da noi: gli armadietti personali, gli alunni che si intrattenevano nei corridoi, la palestra super attrezzata, la mensa…
Siamo andati nell’aula di Italiano del prof. LoJacono dove siano stati sottoposti ad un questionario a cui dovevamo rispondere in Italiano, ma vi confesso che era quasi più facile rispondere in Inglese!
In questa breve settimana abbiamo potuto vedere ogni aspetto della vita dei ragazzi americani: dal divertimento allo studio, dalle festività allo sport. Infatti abbiamo visitato il Buffalo State College, sotto la guida del cordialissimo prof. Guiati, abbiamo "esplorato" il Municipio più spazioso d’America (quello di Buffalo, appunto), abbiamo conosciuto il Mayor Masiello, che tra l’altro ci ha accolti nel suo ufficio, ed abbiamo assistito alla Parata di S. Patrizio, quasi simile al nostro Carnevale.
La cosa più bella, secondo me, è stato il rapporto che si è creato fra noi studenti italiani e i nostri coetanei americani. Non potrò mai dimenticare il divertimento della giornata passata alle Cascate del Niagara e a Toronto, l’entusiasmo della partita di hockey sul ghiaccio fra i Buffalo Sabres e il Filadelfia, ma nello stesso tempo non potrò mai dimenticare i mesti saluti dell’ultimo giorno quando, fra tante promesse di rivederci e di scriverci, sentivo che lì a Buffalo stavo lasciando una parte di me.
Perciò ringrazio Lillie, Nicole, Moo-moo, Rachel, Ashley e tutti coloro che, pur non avendoci ospitati e non avendo avuto un contatto diretto con noi, ci hanno offerto grande amicizia.
Grazie al Principal Greco per l’affetto e il legame con il nostro Paese che ci ha dimostrato. Dopo averlo conosciuto ho iniziato a tifare anche per i "New York Yankees" di baseball (prima ne ignoravo l’esistenza).
Grazie al prof. Gullo per l’allegria e per la simpatica insistenza per immortalare con migliaia di foto ogni attimo del nostro soggiorno.
Grazie al prof. LoJacono per aver creduto in questo gemellaggio, per l’impegno nel rendere indimenticabile quest’esperienza, per l’amore che ha verso l’Italia ! Gli auguro con tutto il cuore di poter venire presto nel nostro Paese.
Cosa potrei aggiungere?! Una settimana è stata davvero troppo poco per approfondire le amicizie che si sono create, quindi speriamo di poterlo fare al più presto in Italia!!

Marzo 2003
[Sull'argomento vedi anche BUFFALO 2003]

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