CRITICA ALLA RAGION TORREMAGGIORESE
By Zurillo

Premetto che questo scritto non ha carattere filosofico e che con Kant non ha nulla in comune, se non il titolo.
Questo articolo è stato scritto come risposta allo scritto della professoressa Sacco comparso qualche tempo fa nel sito del Fiani (vedi).
È vero, al Sud si va a scuola più che a Nord. Ma questo, secondo me, non è un indice plausibile per stabilire che dalle nostre parti c’è più cultura che altrove. Purtroppo molto spesso chi frequenta la scuola a Sud, come la stessa professoressa Sacco scrive, lo fa perché da noi è a volte l’unica scelta allo stare in mezzo ad una strada e non saper cosa altro fare. Nelle valli padane, invece, chi non ha voglia di andare a scuola, può tranquillamente lavorare, cosa che a noi è molto difficile; così, semmai, a scuola va chi veramente vuole apprendere, e così anche i docenti possono lavorare meglio e svolgere la missione loro comandata: diffondere cultura. Con ciò non voglio dire che le scuole settentrionali siano frequentate solo da geni, anche lì ci sono elementi che non sanno cosa fare nella vita e vanno a scuola… ma è una percentuale minore…
Ciò che voglio dire, dunque, è che molto spesso le aule meridionali sono frequentate da gente che ne farebbe volentieri a meno, e quindi la scuola può ben poco con questi soggetti. Ergo la presenza in aula non è indice di cultura e ciò lo dimostra la chiusura di Gulliver a San Severo; mentre se vogliamo ancora continuare il paragone con le valli etrusche, lì, le librerie sono grandi come centri commerciali, e quando la gente entra non compra un solo libro, ma riempie il cestello come al super mercato…
Se restringiamo il discorso alla nostra zona, ci accorgiamo, almeno secondo me, che oggi si sta formando un gap tra i ragazzi che non conosce zone intermedie.
Alcuni ragazzi di Torremaggiore sono persone fantastiche che promettono molto per il futuro, soprattutto, per il futuro della nostra comunità che ha tanto bisogno di una scrollata. Questi però molto spesso sono costretti ad emigrare o peggio ancora a tacere, perché non sono accetti dal resto e soprattutto spesso sono messi all’angolo dai propri coetanei, poi, quando si rivolgono altrove trovano ovunque le porte spalancate…
Nei territori federiciani, invece, resta chi vuole continuare a crogiolarsi della tranquillità in cui vive senza interessarsi di tutto ciò che accade intorno a lui… e a nessuno importa di cosa fece Napoleone, tanto c’è mamma tv che lo racconterà... Ma chi ci racconterà la storia del pensiero umano? Ups, dimenticavo, il pensiero è inutile, nella vita pratica non serve… Meglio comprarsi un vestito…
I nuovi federiciani, poi, sono tutti uguali, si vestono tutti allo stesso modo, parlano tutti allo stesso modo. Mi si dirà è la moda. Certo nessuno lo nega, ma la moda impone anche un tocco di personalità, cosa che, secondo me, moltissimi ragazzi torremaggioresi non hanno affatto… colpa dell’ignoranza… ovviamente.
Ecco, allora, spiegato perché è meglio un meraviglioso negozio di vestiti (l’ennesimo) ad una libreria… allontanando ancora di più quella brutta parola che è "cultura". Non dobbiamo però biasimare il povero libraio, che pure deve campare, e se nessuno compra i libri, che si fa?
A questo punto non resta che rivolgersi alle istituzioni, locali soprattutto, e chiedere non grandi opere o straordinari interventi, ma solo un po’ di attenzione ai propri ragazzi, niente di più. Un esempio su tutti: a Torremaggiore due ragazzi hanno creato come tutti sappiamo due portali internet che aiutano i ragazzi a scoprire internet, offrono servizi alla collettività, offrono spazi per discutere, etc, etc… ma nonostante ciò, questi due portali non hanno mai avuto un sostegno (economico ovviamente) dalle istituzioni locali, eppure non sarebbe un grosso sacrificio…
Arriviamo così al discorso del vile denaro che, però nella sua viltà, è divenuto signore e padrone di tutto, e di cui non si può in nessun caso non tener conto.
Ma secondo me, questa volta, prima di biasimare le istituzioni, il denaro e tutto il resto, dobbiamo rimproverare noi stessi, cittadini di Torremaggiore, che qualunque cosa accade lasciamo che passi (come la noncuranza della V A), dobbiamo condannare la nostra mentalità chiusa e ignava che rende il nostro paese adatto all’ambientazione del Limbo dantesco.

5 /10/ 2002

Chiudi la pagina