8 MARZO: 65 MLN BIMBE SENZA SCUOLA

ROMA, 08 MARZO 2004 -- Sessantacinque milioni di bambine ancora oggi senza scuola, l'83 per cento delle quali vive nell'Africa sub-sahariana - dove il fenomeno continua a crescere - nell'Asia meridionale e in Asia orientale. In occasione della festa della donna, l'Unicef torna a richiamare l'attenzione su questa emergenza.

Un altro fronte su cui l'Unicef proprio in questa giornata, chiama alla mobilitazione, e' la lotta alle mutilazioni genitali, di cui sono vittime ogni anno oltre 2 milioni di bambine. Due anni fa la Sessione speciale delle Nazioni Unite sull'infanzia ha stabilito l'obiettivo di porre fine entro il 2010 a questa pratica, che, ribadisce il direttore generale dell'Unicef Carol Bellamy ,''non solo comporta gravi rischi sanitari, ma e' una violazione sostanziale dei diritti umani. E' necessario mobilitare le nostre risorse a sostegno di questa promessa'' sottolinea Bellamy, che avverte: ''al ritmo odierno prima del 2010 altri 6 milioni di bambine saranno sottoposte alla mutilazione dei genitali. Agendo ora, possiamo contribuire ad arginare questa pratica''.

Qualche risultato si sta gia' vedendo: in particolare in Senegal, dove ''quasi 1300 villaggi , in cui vivono oltre 600mila persone hanno completamente abbandonato questa pratica'', e in Sudan, dove ''i leader religiosi locali hanno iniziato a impegnarsi attivamente '' in questa stessa direzione.

Per quanto riguarda invece l' istruzione delle bambine, l'obiettivo dell'Unicef e' raggiungere gia' dal 2005 sostanziali progressi in 25 Paesi (dall'Afghanistan al Bangladesh, dall'Eritrea alla Repubblica Democratica del Congo, dall¿India al Sudan), che si sono dichiarati disponibili a dare priorita' a questo obiettivo. L'emergenza e' sotto gli occhi di tutti: i dati piu' recenti a livello mondiale indicano che l'iscrizione e la frequenza delle bambine sono inferiori all'85% in 70 paesi; e che in particolare nell' Africa sub-sahariana il numero di bambine che non frequentano la scuola e' salito da 20 milioni nel 1990 a 24 milioni nel 2002.

''A negare loro questi diritti - fa notare l'Unicef- sono le conseguenze della poverta', i pregiudizi e le pratiche discriminatorie, come i matrimoni precoci. Eppure, e' dimostrato che una bambina che ha studiato tendera' a sposarsi piu' tardi, avra' meno figli e li crescera' piu' sani e istruiti; sapra' proteggersi meglio dai rapporti sessuali indesiderati e dal contagio dell'AIDS. Assumera' un ruolo economico, politico e sociale piu' incisivo''.
(ansa - unicef)

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