17
marzo: che sia festa vera
All’origine
delle festività civili stanno grandi eventi nazionali (ma qualche volta anche
internazionali, come la festa del 1° maggio), scelti per la loro importanza
nella storia dei diversi Paesi e per il loro elevato significato simbolico.
Eventi considerati in genere fondativi dell’identità nazionale di ciascun
Paese.
In
Italia sono attualmente festività civili a tutti gli effetti, oltre al 1°
maggio, il 25 aprile (festa della Liberazione) e il 2 giugno (festa della
Repubblica): due date riguardanti eventi della storia più recente dello Stato
italiano. In passato ci sono state altre festività civili relative a eventi
meno recenti, come il 4 novembre (Anniversario della vittoria della Prima
guerra mondiale, divenuta successivamente Festa delle Forze armate e poi Festa
dell'Unità nazionale), festa spostata alla prima domenica di novembre, l’11
febbraio (anniversario dei Patti Lateranensi), e il 28 settembre (anniversario
dell’insurrezione di Napoli del 1943), festività soppresse.
A
differenza di quanto accade in altri Paesi (in USA il 4 luglio ricorda il 1776,
Independence Day, in Francia si celebra il 14 luglio 1789, presa della Bastiglia)
nessuna festività del presente o del passato riguarda insomma le origini dello
Stato unitario italiano, con l’unica eccezione del 20 settembre, anniversario
della breccia di Porta Pia, festività che fu peraltro soppressa dal governo
Mussolini nel 1930 dopo la firma del Concordato.
Riuscirà
il 17 marzo 2011, festività civile una tantum, a recuperare la memoria storica
delle origini dell’Italia indipendente? Ce lo auguriamo, anche se le polemiche
politiche e i venti federalisti (al Nord ma anche al Sud) destano non infondate
preoccupazioni. Dalla scuola, da un corretta reinterpretazione del rapporto tra
politiche nazionali e scuole autonome, potrebbe venire una risposta che dia
continuità al sistema scolastico italiano come sistema nazionale unitario,
evitandone una frammentazione localistica che ne segnerebbe il tramonto.
Sperando che il 17 marzo 2011 segni davvero un punto di svolta. Solo così
sarebbe una festa vera.
FONTE: TuttoscuolaNEWS n. 476 - lunedì 21
febbraio 2011